martedì 8 luglio 2014

I close my arms around you



- Esterno notte -
Nelle ombre della sera siamo tutti uguali. Lunghe proiezioni grottesche di ciò che di giorno mascheriamo sotto il pelo della paura. Lui cammina forte della compostezza accumulata in anni di elegante finzione. Io vorrei solo nascondermi e guardarlo da lontano. Eppure continuo a restargli appesa al braccio, con la silenziosa consapevolezza di due strati di vestiti tra la mia mano e la sua pelle. Giacca e camicia. Due strati, eppure una distanza che sa di distacco.
Devo scontare la mia colpa.
Un cono d'ombra protegge i miei pensieri, relegandoli al sospiro vaneggiante degli amanti, mentre con ogni fibra del mio corpo prego che non decida di espiarla, la colpa che veste come la più preziosa delle corone di stagno.
And then he smiled.
E i piccoli frammenti della mia tristezza sono crollati come schegge sulla seta. Ha sorriso, e ho capito che se un sorriso potesse fermare le guerre e curare la morte, sarebbe quello indefinibile e raro del mio signore dei violini.
E anche solo pensandolo tra me e me non posso reprimere l'oppressione della mia di colpa, dell'egoismo che non riesco a scrollarmi di dosso e mi spinge a cercare la presenza di una musica libera, che libera non è.



- Interno giorno-

I grandi poeti antichi hanno passato la vita a cercare di rendere giustizia all'amore con le proprie parole. Io ho sempre pensato che usassero l'amore per rendere giustizia a se stessi. Che si aggrappassero alla forza di un sentimento come bambini al seno materno e succhiassero sino a farne avvizzire la carne. 
L'artista scrive dell'amore. 
L'amante ama.
Io non so cosa sto facendo, ma un respiro rallentato dalla pace non mi è mai sembrato così musicale, e degli occhi chiusi non mi sono mai sembrati tanto espressivi. 


- Esterno giorno - 
- We're together
- Are you happy?
- Completely.
Forse esiste ancora la poesia che eleva l'ordinario allo straordinario.

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