Esterno notte
La paura è qualcosa di così labile.
Appare e scompare come le immagini delineate su di un orizzonte troppo caldo.
Lui è qualcosa che - come la paura - ondeggia nell'arsura di confini incerti.
Appare.
Scompare.
Non è un incubo, è una persona. Una persona che è stata un bambino, un ragazzo, un sogno ed una speranza schiacciata come tutte le speranze schiacciate.
Lui è un forse, un poteva essere. Ed il suo forse si traduce nel terrore rabbioso di ascoltare, di accettare.
puoi farmi urlare e riempirti di fumo sino a puzzare come la morte e gli aguzzini che popolano incubi irreali, ma io mi ricordo di come hai aperto la portiera, come hai fatto ogni singola cosa senza avere nulla in cambio. E quello non muta. Puoi spaventarmi, ma non sei un incubo. Io gli incubi li ho annusati, assaggiati e visti.
Io un incubo lo amo, fast car.
Ed è il mio mostro che ho tradito per mostrarti cosa significhi essere davver spezzati.
Show me
E così è stato.
Da oracolo ad agnello sacrificale. Vittima e carnefice uniti in un'assenza totale di respiro. Un respiro negato ad un corpo già sfiancato dalle attenzioni e dal nulla di cui si avvolge quando le carezze si fanno aggressive.
Un nulla in cui scivola quando si smette di chiedere, e si accetta che non si avrà ciò di cui si ha bisogno, non ora.
and it all went black
Breathe. Breathe.
Aveva chiesto così poco in fondo. Solo un respiro. E poi un altro, e poi un altro ancora. E l'hai deluso. Apri gli occhi. guarda il fango, l'erba e ciò a cui hai tentato di fuggire. E vergognati.
Breathe.
È bastato così poco per tornare ad essere una Cariatide, un calco vuoto. Ma non puoi essere vuota. Non se vuoi far sorridere il signore dei tuoi violini e nutrire il mostro senza volto. E allora respira. Respira oltre il dolore, oltre il silenzio e oltre le urla. Oltre i segni di un dominio che non potrà mai esserci, perché non può entrarti in testa.
Respira.
E lì dove un mostro ti aveva lasciata e l'incubo ti ha presa, lui torna. Esiste, si siede, ed inizia a nutrirsi con mani cariche di urgenza, con una cupidigia proprio solo agli animali e alle creature senza Dio.
you're so skinny
Lui ama le costole, ama la pelle che aderisce alle ossa ed ama gli occhi infossati di chi è vissuto di privazioni. Non ama ciò che vede, ama ciò che rappresenta. Il dolore, un dolore di cui si nutre affondando nell'anima con una bocca priva di labbra. E tu gliel'hai permesso, gliel'hai promesso. Perché finché sarà così, potrà ancora salvarsi. E potrai amare ancora al presente un cadavere. And after all, what a better reason to live than to love a monster?
Promise?
Promise.
Interno Notte
Keep yourself pure. Let me be your only sin.
Sei così umano, Love.
Il mio signore dei violini che dirige l'orchestra delle vite altrui sulle note di una voce che ascolterei per sempre, trasportata da un odore che è quello del mio Paradiso. Ma gli uomini il paradiso l'hanno perso per troppo amore, o troppo poco.
Sei indifesa. Perché tu stessa ti liberi del tuo guscio. Ti offri alle sferzate dei flutti. Hai la forza di resistere alla distruzione, ma non quella d'impedire loro di colpirti. Ripetutamente. Desidero proteggerti. E probabilmente tu mi spaventi molto meno di quanto tu, ed io stesso, crediamo. Perché vedo i tuoi petali continuamente calpestati. E, per quanta acqua pura io cerchi di versare sulle tue radici, tu continui a permettere ad altri di calpestarti. È dunque questo il mio scopo, nei tuoi riguardi? Cercare d'infonderti unicamente la forza sufficiente per sopravvivere, perché quei due uomini possano di nuovo calpestarti?
Credevo foste Paradiso ed Inferno.
Paradiso ed Inferno.
Le vostre intenzioni, il mio inferno.
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