Ho sorriso quando è successo.Quindi sei finita. Non sei riuscita a uccidermi. Hai abbandonato tutti. Muore l'unica persona che aveva bisogno di te. A quanto quoti la tua vita adesso? sciò, via. Vattene.
Credevo davvero che sarebbe morto, che il mostro avrebbe iniziato a dormire e che avrebbe vissuto un ultimo e vero giorno prima che succedesse. Ho sognato occhi chiusi e mani ferme, mani mai gentili, ma ferme. Ho sognato che ero viva.
Eppure ho continuato a nutrirli, gli usignoli, nonostante conoscessi il dolore di ogni singola beccata. Nonostante le scuse.Conosci il dolore dei vermi che nutrono gli usignoli?
Eppure ho lasciato aperte le gabbie perché i mostri potessero entrare ed uscire liberamente, i mostri? Il mostro.
Eppure.
Le mie mancanze portano incubi di cui non conoscerò mai il sapore. E io porto il peso di quell'ignoranza ogni notte. E mi chiedo che fare, perché c'è sempre una scelta. Sempre.un sacco di scuse per giustificare le tue mancanze, Serafel.
Eppure.
Gli occhi gentili di chi non chiede nulla se non parole e musica triste, perché altra non ne so suonare. È bello da guardare, sembra buono. Come la prima volta che ho guardato Dead Man Walking, come la prima volta che ho guardato Facade. Come il primo vagito di qualcosa che esiste solo in potenza.Cosa ti hanno fatto, bambina? Devi averne incontrati di mostri per stare così adesso.
E se sapesse che io il mostro l'ho nutrito prima di lasciarlo andare a cercare altre lacrime?
Hold me closer, tiny dancer.Mi sono distrutto il cuore, but then I remembered who I was.
Nessun commento:
Posta un commento